Tavolo a tempo: non è rigidità, è sopravvivenza aziendale
Tavoli a tempo: chi ci guadagna davvero? In Italia arriviamo sempre per ultimi, e anche questa volta non facciamo eccezione: i tavoli “a tempo” stanno diventando realtà anche a Roma. Ti siedi alle 12:30 e il posto è tuo fino alle 13:15. Per alcuni è un affronto, per altri una scelta di civiltà. Per chi conosce i conti, è semplicemente una necessità. Se il tempo non viene gestito, il ristorante non regge. Perché i ristoranti lo fanno 1. Il tempo è un costo invisibile Ogni minuto in cui un tavolo è occupato e non produce, il ristorante perde denaro. Non è un’opinione, è un dato di fatto. Lo sostiene anche Sheryl Kimes della Cornell University, una delle voci più autorevoli al mondo nella gestione dei ricavi della ristorazione: “Un ristorante non guadagna per piatto venduto, ma per posto a sedere per ora.” Quando il tempo si allunga oltre il necessario, il margine si riduce. E oggi il margine è la parte più fragile dell’intero settore. 2. I costi non sono semplicemente aumenta...